Regolarizzazione lavoratori domestici 2009
Principali testi normativi sulla richiesta di regolarizzazione di badanti e colf 2009:
- Legge 03/08/2009, n. 102
- articolo 1-ter del Decreto Legge 01/07/2009, n. 78
- Circolare Min. Interno e Min. Lavoro 07/08/2009, n. 10
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Che cos’è la richiesta di regolarizzazione di lavoratori domestici?
In primo luogo, la regolarizzazione è un procedimento che consente di far emergere i rapporti di lavoro domestico in nero, sanando la posizione contributiva, amministrativa e penale del datore e del lavoratore.
In secondo luogo, la regolarizzazione consente il rilascio di un permesso di soggiorno al lavoratore, se quest’ultimo è un cittadino extracomunitario irregolare o clandestino al momento della richiesta.
Chi può chiederla?
I datori di lavoro domestico italiani, comunitari o extracomunitari titolari di un permesso CE o di una carta di soggiorno.
Ogni singolo datore può assumere fino a tre lavoratori domestici, di cui una colf e due badanti. La colf deve lavorare presso il datore di lavoro o il suo nucleo familiare convivente; la o le badanti possono lavorare presso un familiare non convivente (v. approfondimento).
Le comunità religiose, militari o senza fini di lucro hanno egualmente titolo a chiedere la regolarizzazione, qualunque sia il numero dei loro componenti (v. circolare INPS 101/2009).
Quali sono i requisiti del richiedente?
Requisiti del datore:
- per assumere una colf il reddito imponibile dichiarato nel 2009 (periodo d’imposta 2008) dal datore dev’essere uguale o superiore a 20.000 €, o il reddito complessivo del suo nucleo familiare dev’essere uguale o superiore a 25.000 €;
- per assumere una badante non è richiesto un reddito minimo: quando sarà convocato allo Sportello Unico, il datore dovrà portare un certificato di non autosufficienza del badato.
Requisiti del lavoratore:
- non deve aver subito condanne per i reati che prevedono l’arresto in flagranza (v. articoli 380-381 del codice di procedura penale);
- non deve esser stato espulso per motivi di ordine pubblico, per l’appartenenza ad associazioni di tipo mafioso o per reati su minori (v. articoli 13, comma 1 e 13, comma 2, lettera c del Testo Unico);
- non deve avere segnalazioni internazionali che non gli consentono l’ingresso nel territorio dello Stato.
- Sono tuttavia ammesse le domande di regolarizzazione dei lavoratori che hanno in precedenza ricevuto un foglio di via o sono stati espulsi solo perchè privi di permesso di soggiorno.
Requisiti del rapporto di lavoro:
-
il rapporto non deve essere iniziato dopo il 01/04/2009 e deve essere tuttora in corso, senza interruzione, al momento della richiesta;
-
la retribuzione non dev’essere inferiore al minimo previsto dal Contratto Collettivo Nazionale (v. gli articoli 36 e 43 del CCNL 16/02/2007 e la tabella 2009 );
-
l’orario non deve essere inferiore a 20 ore settimanali (v. articolo 30-bis, comma 3, lettera c del DPR 334/1994).
Come si chiede la regolarizzazione?
Per regolarizzare un lavoratore italiano, comunitario o extracomunitario con titolo di soggiorno, il datore deve:
- pagare un forfait di 500 € per ogni lavoratore assunto recandosi in banca o alla posta munito dell’apposito modello F24 con codice “RINT”, debitamente compilato;
- compilare il Mod. LD-EM 2009 ed inviarlo per raccomandata con ricevuta di ritorno o portarlo di persona allo sportello INPS competente, allegando una copia del proprio documento di identità. In alternativa, il datore può chiamare il Contact Center allo 803 164 o svolgere la pratica sul sito www.inps.it.
- inviare per raccomandata con ricevuta di ritorno il contratto di soggiorno mod. Q allo Sportello Unico Immigrazione (operazione non necessaria se il lavoratore possiede un permesso CE o una carta di soggiorno).
Per regolarizzare un lavoratore extracomunitario clandestino o irregolare, il datore deve:
- pagare un forfait di 500 € per ogni lavoratore assunto recandosi in banca o alla posta munito dell’apposito modello F24 con codice “REXT”, debitamente compilato;
- inoltrare telematicamente, dall’01 al 30/09/2009 allo Sportello Unico la domanda di regolarizzazione, svolgendo da solo le 18 operazioni necessarie o avvalendosi di un professionista.
Il datore ed il lavoratore vengono in un secondo tempo convocati allo Sportello Unico per firmare il contratto di soggiorno, e ritirare il kit del permesso di soggiorno.

