Indice del DPR 394/1999, il cosiddetto Regolamento di Attuazione (aggiornato al 14/05/2008), con i link ai singoli capi ed articoli

Capo I (artt. 1-4) DPR 394/1999. I provvedimenti di espulsione, revoca del permesso e simili vanno comunicati nella lingua dello straniero o in inglese, francese o spagnolo.

Capo II (artt. 5-17). Per chiedere il visto occorre dimostrare la disponibilità dei mezzi di sussistenza. Per il ricongiungimento occorre un alloggio idoneo, e il nullaosta dello sportello unico. All’ingresso la polizia di frontiera deve apporre un timbro. Chi ha chiesto il rinnovo nei termini e chi ha perso il permesso o ne è stato derubato può tornare in Italia sino a 60 giorni dopo la scadenza del titolo di soggiorno con un visto di reingresso. Chi assume uno straniero deve indicare un alloggio idoneo nel contratto di soggiorno e garantire le spese di rimpatrio. Chi entra con un visto per ricongiungimento deve andare entro 8 giorni allo Sportello Unico a sottoscrivere la richiesta di permesso di soggiorno; gli stagionali che soggiornano meno di 30 giorni non devono fare le impronte digitali; chi chiede il permesso per asilo, protezione sociale o protezione temporanea non è tenuto a documentare mezzi di sussistenza o per il ritorno in patria. Nel caso di soggiorni inferiori a 30 giorni – o 90, per l’accoglienza umanitaria di gruppi di minori – il “cedolino” fa le veci del permesso. Quando il permesso è rifiutato lo straniero viene accompagnato alla frontiera o riceve un foglio di via. Il pds turismo non è rinnovabile oltre il termine di 90 giorni. I pds famiglia, lavoro autonomo o subordinato consentono tutte le attività lavorative. Il pds studio consente di lavorare 20 ore/settimana ed è convertibile nell’ambito del decreto flussi. La carta di soggiorno si chiede dopo 5 anni di soggiorno regolare e costituisce documento di identificazione per 5 anni rinnovabili.

Capo III (artt. 18-23). Scaduto il divieto di reingresso, gli espulsi possono tornare dimostrando di essere stati assenti dall’Italia. Sono istituiti servizi di accoglienza presso i valichi più frequentati. Si istituisce un registro di soggetti privati che possono svolgere programmi di integrazione in convenzione con gli enti locali. Il permesso per motivi umanitari può essere convertito in lavoro. Nei casi in cui è vietata l’espulsione il Questore rilascia un permesso di soggiorno.

Capo IV (artt. 24-28). Si istituiscono servizi di frontiera ai valichi maggiormente frequentati negli ultimi tre anni. I programmi di integrazione sociale sono realizzati da enti locali e soggetti privati convenzionati, monitorati da apposita Commissione interministeriale. La Questura rilascia ai soggetti inespellibili un permesso adeguato, per motivi familiari o umanitari, cure mediche, minore età.

Capo V (artt. 29-41) DPR 394/1999. Su decreto prefettizio si istituiscono gli Sportelli Unici per l’Immigrazione. Decreto flussi: la domanda si invia alla provincia della residenza/sede legale del datore o del luogo di lavoro; il nullaosta si ritira nella provincia del lavoro. Iter della domanda: lo Sportello Unico accerta la completezza dei documenti; la DPL verifica la capacità economica del datore e l’osservanza del CCNL; il Centro per l’Impiego se vi sono disoccupati per quel posto; la Questura se il datore non ha condanne per i reati artt. 380-381 CPP e il lavoratore non è segnalato al SIS. Il datore spedisce al lavoratore il nullaosta ottenuto perchè questi chieda il visto; entro 8 giorni dall’ingresso in Italia il lavoratore si presenta allo Sportello Unico. Gli stranieri che in patria hanno partecipato a programmi di formazione approvati dal Ministero del Lavoro possono entrare in Italia per ricerca lavoro. I disoccupati extracomunitari, per dimissioni o licenziamento, che rinnovano il permesso hanno diritto ad un titolo di soggiorno valido 6 mesi dalla loro iscrizione al Centro per l’impiego. Il nullaosta al lavoro stagionale vale da 20 giorni a 9 mesi, e può essere richiesto dalle associazioni di categoria per i loro tesserati. Gli imprenditori extracomunitari che vogliono avviare una attività autonoma in Italia devono ottenere una attestazione della loro capacità economica da parte della Camera di Commercio, quindi un nullaosta della Questura, per poter chiedere il visto. I tirocinanti, marittimi, artisti e personale dello spettacolo, sportivi e giornalisti non devono chiedere il nullaosta allo Sportello Unico ma seguire specifiche procedure d’ingresso. Traduttori, colf che accompagnano in Italia i datori italiani, infermieri possono stipulare contratti con altri datori per lo stesso tipo di lavoro; gli altri fuori quota, esclusi i ballerini dei locali, possono rinnovare il contratto con lo stesso datore.

Capo VI (artt. 42-44bis) DPR 394/1999. I cittadini stranieri con i requisiti si iscrivono all’ASL di residenza o del domicilio indicato sul titolo di soggiorno. L’iscrizione non decade durante il rinnovo ma solo per revoca del soggiorno o espulsione. Le categorie per le quali non è dovuta l’iscrizione al SSN devono beneficiare di una copertura assicurativa a pagamento. Profughi, sfollati e clandestini hanno diritto a cure essenziali e urgenti, per le quali è rilasciata una tessera sanitaria anonima denominata codice STP. Il visto e il permesso per cure mediche è rilasciato agli extracomunitari che vengono in Italia a farsi curare a proprie spese.
Capo VII (artt. 45-51). Il visto per studio è concesso agli extracomunitari nell’ambito di programmi di scambi, se minorenni, o per seguire corsi superiori di studio/istruzione tecnico-professionale ed universitari. E’ consentito l’ingresso anche agli assegnatari di borse di studio e a chi, pur non rientrante nella categoria di accademici fuori quota, svolge attività di ricerca o culturale di alto livello. I minori sono soggetti all’obbligo scolastico a prescindere dalla regolarità del soggiorno e vanno iscritti alla classe corrispondente all’età anagrafica. Il collegio docenti decide la ripartizione degli alunni nelle classi, l’adattamento dei programmi alle esigenze degli alunni stranieri. Gli Atenei fissano ogni anno il numero di posti destinati agli studenti stranieri; ulteriori studenti sono ammessi in base a programmi di cooperazione. Sulla base delle indicazioni degli Atenei, i Ministeri degli Esteri e dell’Università fissano annualmente per decreto il numero di visti per studio consentiti. Il permesso di soggiorno per studio è rinnovato a chi nel primo anno supera almeno un esame, o due nei successivi. Gli stranieri residenti in Italia o all’estero possono chiedere il riconoscimento dei titoli di accesso all’istruzione superiore, o abilitanti all’esercizio delle professioni, alle competenti autorità, nei limiti quantitativi stabiliti. Il Ministero della sanità pubblica gli elenchi degli esercenti le professioni saniterie sproviste di ordine o collegio, previo accertamento della conoscenza dell’italiano e riconoscimento dei titoli accademici nel caso dei lavoratori stranieri.
Capo VIII (artt. 52-61bis). Presso la Presidenza del Consiglio è costituito l’elenco di enti e associazioni che svolgono attività a favore degli stranieri immigrati. Con decreto del Presidente del Consiglio sono istituiti i Consigli territoriali per l’immigrazione e la Consulta per i problemi degli stranieri, che predispone il documento programmatico triennale con cui si stabiliscono i criteri di definizione dei flussi. Il Ministero della Solidarietà sociale attribuisce 80% del Fondo nazionale per le politiche migratorie agli interventi di regioni ed enti locali, 20% a quelli statali.

Il DPR 362/1994 fornisce il regolamento della L. 91/1992 sulla cittadinanza: illustra le modalità di presentazione dell’istanza e definisce i termini dell’istruttoria.

Il DPR 223/1989 contiene il regolamento anagrafico, che stabilisce quali cittadini possono essere iscritti, essere cancellati o mutare la propria posizione all’anagrafe comunale o all’AIRE, e secondo quali procedure

Il DPR 1525/1963 elenca le attività a carattere stagionale, in gran parte appartenenti al settore agricolo, per le quali sono autorizzati i contratti a termine. Le richieste di nulla osta con la procedura dei flussi stagionali sono pertanto possibili per tali attività




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