Archive for settembre 2009

Dopo l’invio della domanda, il momento più importante del procedimento di emersione del rapporto di lavoro nero con domestici clandestini è l’appuntamento allo Sportello Unico. Nel frattempo però, alcuni accadimenti possono cambiare lo scenario. Ed all’appuntamento stesso le incombenze del datore e del lavoratore sono varie.

L’ordinanza del Tribunale di Trento 25/09/2009 solleva una questione di legittimità costituzionale in merito all’ammenda da 5000 a 10000 euro prevista dalla legge 94/2009 sulla sicurezza, da comminare a chiunque entri o soggiorni illegalmente in Italia. Tale norma, infatti, non prevede che vi siano giustificati motivi i quali possono impedire allo straniero di trattenersi sul territorio nazionale, cosa che invece è contemplata dal Testo Unico per una fattispecie più grave quale il permanere dello straniero che ha ricevuto un foglio di via. Ne consegue una disparità di trattamento in cui chi commette il reato meno grave, l’ingresso e la permanenza illegale, è sanzionato con maggior severità di chi, disubbidendo all’ordine del Questore di lasciare il territorio, tuttavia vi permane.

L’ordinanza 2080/09 del Tribunale di Brescia stabilisce che la regolarizzazione è un diritto del domestico clandestino, e che il suo licenziamento finalizzato ad evitare l’emersione del rapporto di lavoro è un atto discriminatorio che va revocato. Il Tribunale ordina al datore di reintegrare il lavoratore ed inviare entro i termini di legge la domanda di regolarizzazione allo Sportello Unico.

La Circolare Min. Interno 5714/2009 afferma che i datori di lavoro domestico in corso di regolarizzazione non sono perseguibili se non hanno inviato la comunicazione di ospitalità, e nel contempo li invita a spedirla.

La Circolare Min. Interno 09/09/2009 comunica i dati del conto postale su cui versare il contributo di 200 euro per chiedere la cittadinanza italiana.

La sentenza 34068/2009 della Corte di Cassazione stabilisce che la sanzione ai cittadini stranieri che non esibiscono un documento di identità quando richiesti dalle Forze dell’ordine non si applica solo ai regolarmente soggiornanti ma anche ai clandestini e agli irregolari.

La FAQ del Ministero dell’Interno sulla regolarizzazione 2009 risponde ad alcune domande degli utenti specificando, ad esempio, che: il reddito del datore da considerare è quello imponibile; il datore di lavoro extracomunitario in attesa del suo primo permesso CE può regolarizzare la propria badante/colf; il lavoratore che rinnova il passaporto dopo che sia stata spedita la domanda di regolarizzazione deve conservare una copia del documento scaduto, da esibire con quello nuovo; si possono regolarizzare anche extracomunitari con permesso non abilitante al lavoro, o scaduto da più di 60 giorni.

Il Decreto Min. Lavoro 02/09/2009 spiega che i datori di lavoro possono pagare in un’unica soluzione o a rate i contributi dei domestici regolarizzati che lavoravano presso di loro da data anteriore al 01/04/2009. I contributi del trimestre successivo a questa data sono già pagati dal forfait regolarizzazione di 500€. Se il domestico è stato assunto il 1° aprile 2009, il datore non deve nulla per il periodo anteriore. L’importo dovuto è maggiorato del 3 % in caso di dilazioni fino a 24 mesi; eventuali rate ulteriori, fino a 36 mesi, sono maggiorate di 7,5 %.






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