Dal  1° al 30 settembre 2009  i datori di lavoro potranno inoltrare per via telematica allo le domande di delle loro badanti e clandestine o irregolari. Chi vorrà effettuare da solo l’invio dovrà probabilmente seguire la stessa procedura del decreto 2007, da allora estesa ad altri tipi di . Ancorchè accessibile, questa procedura è tuttavia complessa: la compilazione dei moduli necessari, infatti, è solo una delle 18 operazioni da compiere per riuscire a trasmettere la propria istanza.


La registrazione

Il datore di lavoro deve innanzitutto registrarsi sul sito del Ministero dell’Interno. Deve perciò:

1) recarsi al seguente indirizzo https://nullaostalavoro.interno.it/Ministero/index2.jsp;

2) inserire il proprio indirizzo elettronico e gli altri dati richiesti nel formulario, poi cliccare invio;

3) aprire la propria casella elettronica e cliccare il link di conferma presente nella mail spedita dal Ministero dell’Interno a termine dell’operazione di cui al punto 2.


La scelta del modulo elettronico

In questa fase il datore deve scegliere il tipo di istanza che intende effettuare. A tal fine deve:

4) tornare sul sito del Ministero dell’Interno (v. punto 1), fornendo questa volta il nome utente e la password usati in fase di registrazione;

5) cliccare il link moduli e scegliere il formulario che gli consente di regolarizzare la propria o .

Allo stato attuale i moduli presenti alla pagina indicata sono per:

Ad essi si suppone verrà aggiunto, dal 1° al 31/09/2009, il modulo per la  Dichiarazione di emersione di cui al DDL Anticrisi S. 1724;

6) compilare il modulo online inserendo i dati richiesti sul datore e sul lavoratore, poi cliccare invio.


L’installazione del programma SUI

A questo punto colui che effettua la domanda (il datore di lavoro che vuol regolarizzare il proprio lavoratore , ovvero chiunque utilizzi il programma SUI per inviare una delle istanze di cui al punto 5) deve installare sul proprio computer il programma SUI ( Immigrazione), che gli consentirà d’importare, completare ed infine rispedire al mittente la domanda precaricata sul sito del Ministero dell’Interno (v. punto 6). Per fare ciò deve:

7) verificare se una versione aggiornata del programma Java è installata sul proprio computer; in caso contrario aggiornare o installare il programma scaricandolo da qui http://www.java.com/it/;

8) verificare se una versione aggiornata del programma Adobe Acrobat Reader è installata sul proprio computer; in caso contrario aggiornare o installare il programma scaricandolo da qui http://www.adobe.com/;

9) tornare sul sito del Ministero dell’Interno (v. punto 1), anche senza effettuare il login, e cliccare il link Scarica il programma;

10) scegliere la versione del programma SUI adatta al proprio sistema operativo e scaricarla;

11) chiudere o ridurre la finestra del browser (Firefox, Internet Explorer, Opera..), cercare sul proprio computer il programma SUI ed eseguirne l’installazione (in genere facendo un clic o un doppio clic sulla sua icona);

12) avviare il programma SUI, cliccare il pulsante Verifica connessione e, in caso di anomalie, configurare manualmente i propri parametri di accesso ad internet, con particolare riguardo all’esistenza di proxy e/o firewall (v. manuale utente del proprio sistema operativo).


Download, compilazione e invio dell’istanza

In questa fase il richiedente deve scaricare il modulo da lui parzialmente compilato sul sito del Ministero dell’Interno. Deve quindi:

13) cliccare il pulsante del programma SUI intitolato Importa i moduli elettronici, inserire nella finestra che di seguito appare il proprio login e la password forniti in fase di registrazione (v. punti 1-3), cliccare il pulsante Scarica;

14) cliccare il pulsante del programma SUI intitolato Visualizza domande da compilare, e completare il modulo inserendo i dati richiesti nelle 14 pagine che lo compongono;

15) una volta completata la domanda, cliccare il pulsante Salva lo stato della compilazione, scegliere il formato pdf per il salvataggio, e controllare accuratamente i dati inseriti confrontandoli con i documenti da cui sono stati estratti;

16) se la domanda è completa e priva di errori, cliccare il pulsante Salva per invio: a partire da questo momento la domanda non può più essere rettificata, in caso di errore occorre cancellarla e ricominciare tutto daccapo, partendo dal punto 13;

17) collegarsi ad internet, poi cliccare il pulsante Visualizza domande da inviare e inviare la domanda. E’ accaduto talvolta, sebbene di rado, che a questo punto il programma si sia bloccato, cancellando completamente il modulo compilato sul proprio pc: questo baco del programma SUI dovrebbe esser stato risolto, ma se questo inconveniente dovesse ripetersi non resterebbe altro da fare che ricominciare tutto daccapo, partendo dal punto 13;

18) verificare l’avvenuta ricezione della domanda da parte del Ministero dell’Interno:

  • cliccando il pulsante del programma SUI intitolato Visualizza domande inviate e verificando nella schermata successiva la presenza della domanda in oggetto, e
  • aprendo la propria casella elettronica e verificando la presenza di una mail di conferma del Ministero dell’Interno o
  • loggandosi sul sito dell’Interno (v. punto 1) per cliccare il link Visualizzazione delle domande inviate e verificare la presenza della propria istanza.


 

 

icona feedQuesto documento ti è servito?

Iscriviti al feed o ricevi le prossime informazioni nella tua casella mail

Vuoi tenere sotto mano queste informazioni?

Invia gratis un memo sms al tuo cellulare

Articoli correlati


  1. Gnoli Pier Giorgio

    Salve la tessera sanitaria si deve richiedere solo dopo la firma del contratto in Prefettura oppure in attesa del Permesso di Soggiorno ne rilasciano una che aggiorneranno a pratica conclusa.

  2. virgil

    Buongiorno,
    non vi sono ancora pronunce ufficiali in merito, ma verosimilmente i lavoratori domestici irregolari o clandestini in corso di regolarizzazione
    potranno iscriversi al Servizio Sanitario Nazionale quando avranno il “cedolino“, ossia la ricevuta postale attestante l’invio della domanda di permesso di soggiorno. Le tappe da seguire sono pertanto le seguenti:
    a) il datore effettua la domanda di regolarizzazione
    b) alcune settimane (o mesi) dopo, il datore e il lavoratore sono convocati allo Sportello Unico: lì firmano il contratto di soggiorno e il dipendente ritira il kit contenente la richiesta di permesso di soggiorno
    c) il lavoratore va all’ufficio postale con il kit e il proprio passaporto, e spedisce la domanda di permesso di soggiorno
    d) il lavoratore va all’ASL con la ricevuta del kit (cedolino) e si iscrive al SSN

  3. Gnoli Pier Giorgio

    Salve con la dichiarazione di ospitalità delle 48 ore dopo la domanda di emersione si sono verificati dei casi dove delle persone si sono presentate in Questura senza ricevuta e in base al decreto sicurezza scatta il procedimento di espulsione.Il Ministero dell’Interno ha provveduto con una cicolare dove si dà la possibilità di fare la cessione di fabbricato dal 1 al 30 settembre.

  4. virgil

    Buongiorno,
    a quanto mi risulta il Ministero afferma nella FAQ del suo sito (domanda n° 29), non in una circolare, che bisogna effettuare la comunicazione di ospitalità entro 48 ore dall’invio della domanda di regolarizzazione. Ora, la FAQ non è un testo normativo e quindi ha un valore giuridico assai limitato.
    Bisogna invece considerare il Decreto Legge sulla sicurezza, il quale afferma che per tutta la durata della domanda di regolarizzazione “sono sospesi i procedimenti penali e amministrativi nei confronti del datore di lavoro e del lavoratore [..] per le violazioni delle norme [..] relative all’ingresso e al soggiorno nel territorio nazionale” (art. 1-ter, comma 8 DL 78/2009).
    Questa indicazione mi sembra molto chiara, e logicamente include la comunicazione di ospitalità.

  5. virgil

    Ultimi sviluppi: il Ministero dell’Interno ha confermato con la Circolare 5714/2009 che il DL sicurezza sospende i procedimenti penali a carico del datore che non ha spedito la comunicazione di ospitalità.. e nel contempo ribadisce la necessità di inviarla dopo aver chiesto la regolarizzazione

  6. BANFI GABRIELE

    Quale data deve essere apposta sulla comunicazione di ospitalitaà? mi riferisco alla decorrenza del soggiorno, non alla data di presentazion alla P.S.. A mio parere va apposta una data non successiva al 1 aprile 2009, data dalla quale è necessario che il soggetto da assumere svolga l’attività nella famiglia ospitante.
    Gabriele Banfi

  7. virgil

    Direi: nel caso dei domestici conviventi la data non dev’essere successiva al 1° aprile, come lei giustamente osserva (il datore non è sanzionabile per aver inviato la comunicazione con 5 mesi di ritardo, in quanto beneficia della sospensione dei procedimenti penali e amministrativi a suo carico prevista dal DL Sicurezza).

    Nel caso dei domestici non conviventi, essi devono necessariamente lavorare con l’attuale datore da una data non successiva al 1° aprile 2009, ma possono benissimo aver trovato alloggio il giorno stesso della domanda di regolarizzazione: se così è, indicando quella data ed inviando entro due giorni la comunicazione di ospitalità, il proprietario dell’alloggio rispetta il termine delle 48 ore.

  8. johanna

    salve, mio marito ha il permesso di soggiorno per la mia gravidanza ma é gia scaduto. per rinnovare mi mancava solo la idoneita alloggiativa, dovevo prendere una casa,adesso che ho trovato devo aspettare perche per la residenza ci mettono almeno un mese…Voglio chiederle cosa posso fare visto che adesso é senza documenti….rispondetemi al piu presto grazie..

  9. virgil

    Buonasera,

    per avere un quadro preciso della situazione, e quindi rispondere alla sua domanda, avrei bisogno di qualche informazione in più:

    a) lei che tipo di permesso ha? Ha già partorito?

    b) suo marito è entrato in Italia con o senza visto? Da quanto tempo è scaduto il suo permesso cure mediche?

  10. johanna

    Salve, mio marito é entrato in Italia con il visto di turismo, io ho la carta di soggiorno per motivi familiari, il permesso di mio marito é scaduto un mese fa, ho gia partorito ….non ho potuto rinnovare il suo permesso perché abitavamo con i miei genitori ma per chiedere la residenza a mio marito la casa non andava bene …spero che abbia capito il mio problema…

  11. virgil

    Buonasera,

    occorre fare innanzitutto una premessa: in questo momento, e ciò fino a sei mesi dopo il parto, suo marito è inespellibile (v. art. 19, comma 2, lettera d del Testo Unico). Quindi il mio primo suggerimento è che lui tenga sempre con sè, oltre al permesso di soggiorno scaduto e al passaporto, un certificato di nascita di vostro figlio con paternità e maternità, rilasciato dal Comune. Questo dovrebbe metterlo al riparo dai guai, in caso di controllo, finchè non è risolto il problema del rinnovo del permesso.

    Nell’immediato, comunque, suo marito potrà chiedere il rinnovo del permesso per cure mediche allegando la comunicazione di ospitalità (insieme alla copia di un documento di chi l’ha firmata), invece dell’idoneità dell’alloggio in cui vivete attualmente.

    Quando avrete trovato la nuova casa, vi suggerisco poi di domandare la coesione familiare (v. mio articolo). La coesione si chiede inviando un kit postale debitamente compilato, con le fotocopie necessarie in allegato. Dal momento dell’invio del kit suo marito avrà una ricevuta che attesta la regolarità del suo soggiorno. Dopodichè verrà convocato in questura due volte: per le impronte digitali e per il ritiro del permesso per motivi familiari.

    Auguri

    Virgil

Scrivi un commento


Devi effettuare il log in per inviare un commento.


Area riservata:
Registrati  |  Collegati

.. vedi TUTTI I TAGS

Categorie singole

.. vai alle CATEGORIE INCROCIATE

Testo Unico Immigrazione

Regolamento di Attuazione




Creative Commons License